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Koinč 2015





» Evento in cittą: l'arte floreale per la liturgia


Il laboratorio di Arte floreale per la liturgia

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promosso dall'Ufficio per i Beni Culturali Ecclesiastici della Diocesi di Vicenza con la collaborazione di sr. Maria Cristina Cruciani (suore Pie Discepole del Divin Maestro), dell'arch. Micaela Soranzo e dell'Associazione provinciale fioristi di Vicenza. Si ringrazia l'Ufficio Olandese dei Fiori per la fornitura.


Il laboratorio si terrą domenica 15 aprile nella moderna chiesa di S. Carlo a Vicenza (Villaggio del Sole, via Colombo 45) ed avrą per tema il matrimonio. A differenza delle chiese antiche, spesso molto ricche e sontuose, le chiese nuove sono generalmente pił spoglie ed essenziali nelle forme. Da qui nasce il particolare interesse per lo studio di un arredo floreale che, nella liturgia, valorizzi le linee architettoniche in relazione agli spazi celebrativi. L'utilizzo dei fiori nell'ambito di un adeguato arredo liturgico deve quindi apparire contiguo ed armonico rispetto al contesto celebrativo, valorizzando e dando significato all'altare, all'ambone e al fonte battesimale. Con i loro addobbi i fiori devono accompagnare ed impreziosire la cornice in cui sono collocati, senza soffocarla o nasconderla.

Nel Proemio all'Ordinamento Generale del Messale Romano (OGMR 1) si fa riferimento al luogo della celebrazione come alla "grande sala gią addobbata e pronta" dove "il Maestro desidera fare la cena pasquale con i suoi discepoli " (Mc.14,14; Lc. 22,12). Si devono pertanto adottare opportuni accorgimenti, come la cura della "diffusione sonora della voce, un'idonea illuminazione e tutto ciņ che concorre a creare un'atmosfera, nobile, accogliente e festosa" (Nota pastorale "L'adeguamento delle chiese secondo la riforma liturgica" n.15).
Al di lą dei luoghi in cui collocare un addobbo floreale, l'attenzione deve sempre concentrarsi sulla liturgia. Essa si serve del linguaggio dei fiori che introducono, nell'immobilitą dell'architettura, lo scorrere dell'anno liturgico e la diversitą delle feste. A questo proposito, l'OGMR 305 puntualizza che nel tempo di Avvento č consentito ornare di fiori la chiesa ma in modo sobrio, mentre in Quaresima č assolutamente proibito l'uso dei fiori, fatta eccezione per la domenica Laetare (IV di quaresima), le solennitą e le feste. Non č
certo un invito ad un presbiterio spoglio, che puņ essere comunque addobbato con foglie, rami o bacche di cui la natura č molto generosa. Essendo inoltre un arredo, la decorazione floreale si deve adattare strettamente al linguaggio ed al contesto architettonico: una chiesa romanica, ad esempio, č molto diversa da una chiesa barocca o contemporanea.

Sono numerose le figure che operano all'interno della chiesa e che risultano interessate all'arredo floreale: dal parroco al gruppo liturgico, dai catechisti ai sacrestani. Vi sono poi i fioristi, impegnati per l'addobbo in occasione di battesimi, comunioni, cresime e matrimoni, ma anche architetti ed artisti che, chiamati a progettare lo spazio sacro, devono prendere in considerazione anche l'arredo floreale, sia in relazione ai diversi luoghi della celebrazione, che agli spazi devozionali (tabernacolo, Madonna o Santi) per realizzare opportune fioriere o supporti idonei.




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